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Storia della ceramica di Caltagirone

Ammirate le nostre ricercate e autentiche collezioni artigianali cliccando qui. Se invece siete curiosi di conoscere la storia della ceramica di Caltagirone, continuate a scorrre ;)
La tradizione della Ceramica Siciliana affonda radici nel lontano passato. Compare per la prima volta nel periodo Neolitico (ultimo dei tre periodi dell’Età della pietra) Quando si passò da un economia di caccia e raccolta all’economia a quella legata all’agricoltura e all’allevamento (produzione del cibo). Questa periodo storico è compreso fra il 10.000 ed il 5.000 avanti cristo.
La posizione geografica della Sicilia ha sempre favorito le dominazioni ed è stata oggetto di conquista delle più importanti civiltà. Sull’isola sono approdati Fenici, Greci, Cartaginesi, Romani, Bizantini, Arabi, Normanni, Svevi, Spagnoli e Francesi. Ma nonostante le diverse dominazioni la Sicilia ha sempre espresso una suo carattere specifico nella produzione delle ceramiche, grazie alla presenza della Terra (argilla), l’Acqua ed il Fuoco (boschi per la legna da ardere).
La venuta degli Arabi in Sicilia diede un forte impulso all’arte della ceramica grazie all’introduzione dell’invetriatura, tecnica proveniente dall’Oriente. L’invetriatura piombifera del vasellame era una tecnica che proveniva dalla Persia, Siria ed Egitto e consisteva in una miscela di sostanze cosparsa sul corpo ceramico, che si vetrifica poi in cottura. L’elemento fondamentale è il silicio che, fondendosi ad alta temperatura con altre sostanze, dà il colore alla ceramica. Non solo, oltre al colore, l’invetriatura permetteva di impermeabilizzare i recipienti.
La scena dei ceramisti calatina era ricchissima di maestri rinomati in tutta Italia. Tuttavia, a causa del terremoto del 1693 che colpì gravemente molte città della Sicilia orientale, oggi non è rimasto più niente delle loro creazioni eccetto qualche frammento.
Con l'avvento del nuovo secolo si ebbero palesi segni di ripresa anche per l'arte ceramica, che rifiorì sotto nuovi indirizzi artistici; Vennero fuori gli ornati a motivi floreali, a grandi volute e a disegni continuativi. Dalle fornaci caltagironesi uscirono vasi con ornati a rilievo e dipinti, acquasantiere, lavabi, paliotti d'altare, statuette, decorazioni architettoniche di prospetti di chiese, campanili e case private, pavimenti con ornati a grandi disegni.
L'ottocento, con l'avvento della pavimentazione in cemento e con l'avvento della produzione seriale industriale, vede l'inizio della parabola discendente della ceramica artigianale calatina e del suo mercato. Spentisi gli ultimi maestri del tardo 1800, toccò a Don Luigi Sturzo risollevare il nome dell'arte di Caltagirone, aprendo una Scuola di Ceramica (oggi Liceo Artistico).
Oggi le maioliche calatine stanno vivendo una seconda giovinezza: le forme e i colori della ceramica artigianale ha infatti riconquistato gli occhi e i cuori degli intenditori di tutto il mondo, poiché la peculiarità del fatto a mano si differenzia sempre dal prodotto industriale, non solo per la sua unicità, ma soprattutto per la sua fattura.
Teste di moro, pigne, piatti lisci e fangotti, lumiere e presepi, la ceramica siciliana, ma soprattutto quella di Caltagirone, è piena di pezzi unici da scoprire e apprezzare!

 

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